lunedì, Giugno 17, 2024
Città

Napoli: a spasso tra i Quartieri Spagnoli

Gérard Depardieu, dopo uno dei suoi primi viaggi nelle terre campane, afferma: “La Campania è unica e impareggiabile. Per me l’Italia inizia da Napoli.” 

Napoli è davvero unica e affascinante come la dipingono. Napoli è una strega che ti ammalia, ti incanta con la sua personale magnificenza; ti spaventa quando la incontri e ti rapisce animo e mente, si irradia nello spirito e ti fa soffrire quando te ne devi allontanare.

Non puoi capire Napoli solo attraverso i racconti, Napoli è la città che va vissuta, perché quando la vivi ti seduce e cuore e psiche rimangono incantati dinnanzi alla sua bellezza.

Non la trovi sulle pagine di un giornale tra i titoli di cronaca, ma la incontri tra la gente, la ascolti nelle note delle canzoni che riecheggiano tra vicoli e vicoletti.

Napoli la ritrovi nel profumo della “pummarola” sulla pizza fritta e in quello della “riccia” e della “frolla” appena sfornate. 

Napoli è custodita nel “panaro” calato per ricevere o dare, nelle battutine pungenti, negli “sfottó” della gente, negli inciuci e soprattutto nell’ospitalità, nell’accoglienza.

Eh sì, perché si può senza dubbio affermare che Napoli è la capitale mondiale dell’accoglienza, intesa in tutte le sue forme e declinazioni. A Napoli, ai napoletani, non importa che tu sia bianco, nero, giallo o a pois, Napoli ti lascia entrare, ti offre asilo e ti fa spazio anche quando non ne ha neanche per sé. 

Napoli non è una città, è una filosofia, una passione e non puoi apprezzare una passione se non la vivi neanche per un istante. E anche quando l’avrai vissuta non potrai dire di conoscerla davvero, perché Napoli si rinnova, si evolve e si adatta giorno dopo giorno alle esigenze della sua gente.

Per apprezzare i mille tesori di questa città e cominciare a comprenderla, bisogna partire dal profondo, dalle viscere, dal Basso, o meglio, Dai “Vasci” le tipiche abitazioni a piano terra che popolano i quartieri storici napoletani. 

I Vasci sono stati dimora e rifugio della “povera gente”, ma anche di personaggi illustri del panorama culturale partenopeo, hanno fatto da sfondo a set di film di fama internazionale e oggi contribuiscono alla riqualifica di uno dei quartieri storici tra i più famosi di Napoli. 

Nel centro storico cittadino, tra Via Toledo, la via napoletana dello shopping, e corso Vittorio Emanuele, serpeggiano e si snodano strade e vicolo di quelli che sono conosciuti come i Quartieri Spagnoli.

I Quartieri Spagnoli devono il loro nome alla storia delle loro origini. Progettati infatti nel XVI secolo d.C. per volere del viceré Pedro de Toledo, avevano la finalità di ospitare i soldati spagnoli incaricati di gestire e sedare eventuali rivolte dei napoletani, o di dare asilo agli eserciti di passaggio. 

Proprio a causa della continua ricerca di intrattenimento e divertimento da parte dei soldati spagnoli i Quartieri sono stati, fin dalla loro nascita, scenario di microcriminalità e prostituzione. Purtroppo la cattiva reputazione di questi luoghi si è tramandata per secoli a discapito delle botteghe degli artigiani che proliferavano tra i vicoli.

Ma dal 2012, con l’apertura della Stazione della metropolitana “Toledo”, questa zona ha cominciato a godere di interventi di riqualificazione, attirando sempre più turisti curiosi e affascinati.

Nascono e si sviluppano come quartieri poveri per riscoprirsi oggi custodi di un originale e impareggiabile patrimonio storico-artistico-culturale.

A spasso tra i Quartieri si respira la vera Napoli.

Si incrociano gli occhi e i sorrisi della gente che li abita e si viene inglobati nella loro frenesia ed eccentricità. Si entra a contatto con il sacro e il profano, la doppia faccia dello stesso luogo, ed è proprio questo che seduce i turisti.

Non si può passeggiare tra i vicoli senza entrare a bere un buon caffè napoletano in uno dei tanti baretti sparsi qua e là.

Impensabile rimanere incuranti del saluto delle signore affacciate alle finestre da cui si diffondono gli odori della cucina partenopea e le note delle canzoni neomelodiche. 

Inevitabilmente ci si riscopre a bocca aperta col naso all’insù ad ammirare uno dei tanti murales che abbelliscono le facciate dei palazzi.

E non si può resistere alla voglia di portarsi a casa un pezzo di quei luoghi racchiuso nei manufatti degli artigiani nelle minuscole e storiche botteghe che popolano il quartiere. 

Se peró non ve la sentite di gironzolare a tentoni tra i quartieri e vi va di godere di una compagnia spumeggiante e professionale, potete visitare il sito di Vascitour , scegliere tra il ventaglio delle loro proposte di tour guidati e perfino godere dell’esperienza di dormire un in “Vascio” per poter vivere così “un giorno da vero napoletano”.

Napoli è la gente e solo capendo e apprezzando i Napoletani si puó capire e apprezzare l’anima di questa cittá, riscoprendosi pienamente in accordo con il pensiero del maestro De Crescenzo il quale affermava:

“Anche se Napoli, quella che dico io, non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo. E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli.”

Valentina C.

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