mercoledì, Febbraio 28, 2024
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L’autunno e la magia della vendemmia!

L’estate è ormai un ricordo, le giornate cominciano ad accorciarsi e il sole e il caldo hanno ceduto il passo al grigio cielo autunnale.

 L’autunno porta con sé nuovi colori e nuovi profumi, quelli inconfondibili del tempo della vendemmia.

 La “Vendemmia” tanto attesa dai vignaioli e vissuta in Italia con estrema partecipazione, tanto che addirittura nelle scuole si dedicano attivitá e lezioni per raccontarla e tramandarne la tradizione, affonda le sue radici nell’antichità.

La parola “Vendemmia” deriva dal latino vindemia, composta a sua volta da “vinum” (vino) e “demere” (levare).

 Le prime testimonianze risalgono circa al 10.000 a.C. in Medioriente. La vendemmia era una vera e propria cerimonia religiosa nella quale si ringraziavano gli Dei per i frutti ricevuti. Nell’antica Roma il 19 agosto si celebrava la “Vinalia Rustica”, una festa in onore di Giove che dava inizio alla vendemmia.

Durante i giorni della vendemmia tutte le altre attività erano sospese, le famiglie si riversavano nei campi in un’atmosfera di festa.

La sacralità dell’evento trovò la sua conclusione agli inizi del 1900 quando, con l’introduzione di strumenti meccanici che facilitavano e accorciavano i tempi di raccolta, non fu più necessaria la sospensione delle altre attività lavorative e non fu più necessaria la partecipazione attiva di tutta la famiglia.

Negli anni, però, molte aziende vinicole tradizionali o a conduzione famigliare, hanno cercato di mantenere vivo l’interesse e l’attenzione nei riguardi di questa fase estremamente importante nel ciclo di produzione del vino.
Tecnicamente la vendemmia è il momento in cui l’uva viene raccolta e portata in cantina per iniziare il processo di vinificazione, che con la fermentazione alcolica degli zuccheri contenuti negli acini trasformerà il mosto in vino.

Non esiste un momento preciso per raccogliere l’uva, ogni vignaiolo, con l’approssimarsi dell’autunno, controlla lo stato di maturazione del vigneto e quando l’uva raggiunge il giusto grado di maturazione, si procede alla vendemmia.

 In base al vino che si vuole produrre, è necessario prendere in considerazione diversi parametri, primo tra tutti lo stato di salute delle uve.
I grappoli devono arrivare in cantina integri e sani, gli acini non possono essere schiacciati poiché potrebbe verificarsi una fermentazione spontanea non desiderata.

Ci sono fondamentalmente due metodi per vendemmiare, uno manuale e uno meccanizzato, dipende principalmente dal rapporto costi/benefici per il prodotto che si vuole ottenere in rapporto anche alle peculiarità del vigneto.

Nella vendemmia manuale i grappoli vengono tagliati singolarmente, e vengono adagiati in piccole cassette (15-20 kg), si fa attenzione alla qualità degli stessi scartando quelli con difetti, per non contaminare il mosto. Le cassette poi sono trasportate in cantina dove l’uva viene diraspata e pigiata. In alcuni casi, proprio per difficoltà tecniche come pendenza del terreno o vigneti di piccole dimensioni, la vendemmia manuale è l’unica possibile.

Dall’altra parte abbiamo la vendemmia meccanizzata, dove macchinari appositi fanno il duro lavoro della raccolta imprimendo uno scuotimento fino a provocare il distacco dei grappoli dalla pianta.

Il lavoro in cantina è molto delicato, in quanto è necessario dividere gli acini idonei da quelli difettosi e da materiali diversi come foglie, tralci ed altro. La selezione avviene manualmente oppure attraverso dei tavoli di cernita vibranti automatici forniti o meno di tecnologia ad identificazione ottica.

Dopo quest’ultima selezione le uve vengono inviate alla vinificazione.

Il periodo della vendemmia è variabile e dipende da svariati fattori; In linea generale nell’emisfero boreale tale periodo è tra luglio ad ottobre, nell’emisfero australe tra febbraio e aprile.

Alcuni fattori che possono far decidere se è il momento di raccogliere o meno l’uva possono essere: condizioni climatiche (più aumenta la latitudine più tardi le uve maturano), i vitigni a bacca bianca in genere maturano prima di quelli a bacca rossa, il tipo di vino che si vuole ottenere (si esamina la maggiore o minore presenza di zuccheri, acidi, componenti aromatici).

In alcuni casi si fanno le vendemmie scalari, ossia si raccolgono le uve di una stessa vigna in momenti successivi, in base alla maturazione dell’uva. Altre volte si esegue una vendemmia tardiva per aumentare il tenore zuccherino dell’uva (procedimento usato per i vini passiti). In altri casi la vendemmia è spostata nei mesi invernali per produrre un vino particolare, l’Ice Wine, ottenuto dalla fermentazione di grappoli ghiacciati. C’è inoltre chi vendemmia esclusivamente di notte (ad esempio l’azienda Donnafugata) perché pare che questa techina  eviti fermentazioni indesiderate ed abbia un impatto positivo dal punto di vista ecologico (minor consumo di energia). E non mancano le vendemmie a ritmo di musica rock, infatti sembrerebbe che tale genere musicale faccia sentire meno la fatica e incentivi il lavoro.

Molte aziende vinicole accettano l’aiuto di volontari per la raccolta dell’uva con il metodo classico, offrono vitto e alloggio per i giorni necessari allo svolgimento della pratica, regalando ricordi e esperienze impareggiabili.

La vendemmia non é affatto una procedura semplice e ripetitiva, né tantomeno noiosa anzi, racchiude in sé anni di storia e tradizione e, se siete disposti a vivere un’esperienza unica, vi consigliamo di candidarvi per le prossime vendemmie.

Alessandro N.

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